ASTANA/to the discovery of Kazakistan/alla scoperta del Kazakistan

Astana: galleria fotografica.

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Intervista alla mia amica Lorella, viaggiatrice solitaria.

In questo articolo vi descriverò l’interessante esperienza di viaggio di una mia cara amica e collega padovana, docente di tedesco, conosciuta nel 2016 durante una mia trasferta in Veneto per motivi di lavoro!

IO:  Lorella cosa ti ha spinta ad intraprendere un viaggio in Asia? – LORELLA: l’idea è nata dal desiderio di “scoprire” l’Asia Centrale sulle orme di Marco Polo. A Natale del 2015 ero già stata in Iran e da lì è partita la fascinazione. – IO: ti sei affidata alla consulenza di un’agenzia viaggi per prenotare voli e hotel? – LORELLA: no! Io sono una viaggiatrice solitaria e indipendente da tanti anni. Organizzo da sola i miei viaggi, consultando le guide  e internet. Oltre alla guida generale Lonely Planet sull’Asia Centrale, ho acquistato online anche altre guide, la foto qui in basso le mostra. In questo modo ho preso visione del territorio in modo più completo e ho deciso il percorso da intraprendere. Ecco i link dove ho acquistato a buon prezzo online le altre guide: La Via della seta. Da Alessandro a Tamerlano; Uzbekistan. Nelle steppe dell’Asia CentralePrenoto anche voli e alloggi online, perchè è comodo e si risparmia. Per cercare i voli più economici sul mercato utilizzo il motore di ricerca che compara i prezzi di tutte le compagnie aeree.

 

 

Le guide di viaggio acquistate da Lorella (foto di Lorella).

 

 

– IO: Da dove sei partita? E quanto tempo è durata la tua splendida avventura? – LORELLA: il mio viaggio è iniziato nella prima decade del mese di luglio 2016, a Venezia. La vacanza è durata circa due mesi. Ho preso il volo “solo andata” per Astana (capitale del kazakistan), presso la compagnia aerea myAustrian Airlines. C’è stato solo uno scalo, a Vienna. La prenotazione l’ho fatta due mesi prima di partire tramite . Sono arrivata all’aeroporto di Astana dopo circa 10 ore di viaggio. Per il viaggio di andata ho speso poco più di 500 euro. Poi, alla fine del viaggio, per il ritorno in Italia, ho prenotato il volo Dushanbe-Istanbul e da lì, dopo tre giorni, ho preso il volo per Venezia. Per il ritorno complessivamente ho speso circa 300 euro, con la compagnia aerea Turkish Airlines.

 

 

asia
Mappa dei luoghi visitati. I numeretti rossi indicano il cronoprogramma di viaggio.

IO: dove hai alloggiato nelle varie località che hai visitato? – LORELLA: io alloggio sempre in hostello o in couchsurfing. – IO: cos’è il couchsurfing? – LORELLA: tutti i viaggiatori che vogliono risparmiare conoscono il couchsurfing. Couchsurfing (letteralmente “fare surf sui divani”) è un servizio gratuito, o quasi, di ospitalità; uno dei siti più conosciuti è di proprietà della Couchsurfing International Inc., corporazione del Delaware con sede in San Francisco. Coloro che lo utilizzano con frequenza si auto-definiscono, specie nei paesi anglofoni, “Couchsurfers“, “CSers“, o “surfers“. Il sito venne lanciato nel 2004, ed è attualmente il sito di rete sociale ad ospitalità, con il maggior numero di utenti attivi. L’atto di registrarsi al sito, con lo scopo di ospitare gratis su base volontaria o farsi ospitare, è gratuito. Gli utenti vengono incoraggiati a fornire informazioni sia di foto di loro stessi che del luogo in cui offrono ospitalità.

Oggetti souvenir collezionati da Lorella durante il suo viaggio in Asia Centrale (foto di Lorella).

IO: anche tu, quindi, ti sei offerta per ospitare gratuitamente viandanti? – LORELLA: si! Io ho ospitato circa 400 persone fino ad ora, provenienti dalle località più disparate, e a mia volta sono stata ospitata tantissime volte in giro per il mondo. Ora, ad esempio, sto ospitando, nella mia casa, una coppia proveniente dalla Nuova Zelanda. Rimarranno per tre giorni. Esistono altri siti web simili a couchsurfing, ad esempio: hospitality club e interNations. – IO: Ad Astana dove hai alloggiato? – LORELLA: in un hostello vicino all’ambasciata americana. Mi sono trovata benissimo. L’ho prenotato online tramite . Anche su Hostelworld si trovano ottime sistemazioni. – IO: che lingua parlavi per comunicare in kazakistan? – LORELLA: in Kazakistan parlano il russo e il kazako ma la lingua ufficiale è il russo, solo i giovani parlano un pò di inglese. Io non conosco il russo ma riuscivo a farmi capire lo stesso, non è stato un problema la lingua.

Lorella insieme a donne locali (foto di Lorella).

IO: il costo della vita in Kazakistan è più basso rispetto al nostro? – LORELLA: si è più basso. Si vive dignitosamente spendendo molto meno rispetto ai paesi occidentali. In Kazakistan la valuta è il Tenge Kazako: 1 euro corrisponde a 366.68 tenge. – IO: con il cibo come ti sei trovata? – LORELLA: io sono vegana e quindi mangio solo il mio cibo. In Kazakistan ci sono grandi mercati all’aperto e anche supermercati dove poter acquistare viveri. Negli hostelli, di solito, c’è sempre a disposizione una cucina. Però nella cucina tipica kazaka il cibo più utilizzato è la carne proveniente da diversi animali come cavalli, montoni, ecc. Le bevande tipiche si fanno con derivati animali, come il latte di cammello, ecc.

100 Euro in Tenge kazako (foto di Lorella).
Kazakistan, mercato all’aperto (foto di Lorella).
Kazakistan, mercato all’aperto (foto di Lorella).
Kazakistan, mercato all’aperto (foto di Lorella).
Kazakistan, mercato all’aperto (foto di Lorella).

IO: quanto tempo sei rimasta nella capitale? – LORELLA: ad Astana sono rimasta tre giorni. Ho visitato le principali attrazioni monumentali e poi mi sono spostata in altre due importanti località del Kazakistan, Qaragandi e Almaty. Sono rimasta poco tempo nelle città perchè ho preferito vivere la natura dei luoghi, facendo trekking nei parchi naturalistici, andando a cavallo nelle praterie e soggiornando nella yurta, tradizionale tenda-abitazione del popolo nomade locale. I territori più adatti per svolgere queste attività sono nel sud del Kazakistan, nei pressi di Almaty, e poi nel Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan.

Yurta, tradizionale tenda-abitazione del popolo nomade locale (foto di Lorella).

IO: hai stretto nuove amicizie nelle località che hai vistitato? –LORELLA: si certo! Il popolo locale è molto socievole e incuriosito dagli stranieri. Le donne che non hanno studiato all’Università e in Occidente, seguono la tradizione locale e si sposano entro i 25 anni, diventando madri di almeno 4-5 figli. Secondo la cultura Kazaka, la donna che ha raggiunto i 30 anni di età è già troppo in là per poter essere giudicata un buon partito e concludere un buon matrimonio. Il popolo Kazako è costituito soprattutto da kazaki, che sono più della metà della popolazione, e russi, che sono poco più di un quarto. Si sono mescolate inoltre altre minoranze, tra cui uzbeki, coreani e ceceni.

Yurta, tradizionale tenda-abitazione del popolo nomade locale (foto di Lorella).

IO: i matrimoni si celebrano spesso tra persone di etnie differenti in Kazakistan? E’ credenza comune che la mescolanza di etnie, di solito, migliora la razza – LORELLA: dall’indipendenza del Kazakistan molti russi sono tornati nel loro paese, soprattutto perché il governo richiede che si superi un esame di lingua kazaka per poter lavorare in aziende e agenzie statali. I Kazaki sono molto legati alle loro origini di cui si vantano orgogliosamente. Vengono educati dalle stesse istituzioni statali, fin da bambini, a mantenere questo profondo sentimento filo-kazako. I matrimoni, per tradizione, si celebrano sempre tra uomini e donne della stessa etnia proprio per mantenere la razza kazaka pura. Vengono mal giudicati, dall’opinione popolare, i matrimoni tra persone di etnie differenti. Di solito si frequentano tra loro gruppi di persone appartenenti alla stessa etnia.

Il cosmodromo di Bayqoñyr, anche chiamato Tjuratam, è la più antica e utilizzata base di lancio del mondo. Fu costruito dall’Unione Sovietica, ed ora è sotto l’amministrazione russa, nonostante geograficamente si trovi in Kazakistan. È famoso anche per essere stato il luogo dove avvenne la catastrofe di Nedelin nel 1960. Un prototipo del missile intercontinentale durante un collaudo esplose uccidendo molte persone tra cui il maresciallo Nedelin, altri militari, tecnici e ingegneri. La catastrofe fu tenuta nascosta per molti anni e le morti furono attribuite ad un incidente aereo. Solo nel 1989 il governo sovietico rese nota la notizia (foto trovata in internet).

ASTANA.

La prima tappa del viaggio intrapreso dalla mia amica Lorella (vedere cronoprogramma sulla cartina) è stata Astana (in kazako e russo Астана, /asta’na/) che dal 1997 è la capitale (con circa 860.000 abitanti) del Kazakistan, paese transcontinentale, a cavallo tra Europa ed Asia. Il kazakistan ricomprende nel suo territorio il fiume Ural che, dal punto di vista geografico, è considerato la linea di confine tra i due continenti.

astana
Aeroporto di Astana (foto trovata in internet).

Pur essendo uno dei più grandi paesi del mondo, il Kazakistan è sconosciuto alla maggior parte dei turisti occidentali. Ha una dimensione cinque volte più grande della Francia, anche se la popolazione non è distribuita su tutto il territorio in quanto per vaste aeree è costituito da deserti e steppe. La varietà paesaggistica di questa ex repubblica sovietica è sorprendente: boschi selvaggi, fiumi, laghi, cascate, infinite steppe, ghiacciai, montagne rocciose e deserti aridi.

Kazakistan (foto di Lorella).
Kazakistan, Charyn Canyon (foto trovata in internet).

Il Kazakistan si dichiarò indipendente dall’Unione Sovietica il 16 dicembre 1991, aderendo alla Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Il parlamento elesse Presidente, nello stesso anno, Nursultan Nazarbayev. Nel 1992 aderì all’ONU e nel maggio dello stesso anno divenne membro dell’UNESCO. Il 4 giugno 1992 adottò la nuova bandiera nazionale con lo sfondo di colore celeste e con disegni decorativi di colore giallo. Al centro un sole con 32 raggi posto sopra ad un’aquila della steppa e, lateralmente, sul lato del pennone, un tipico ornamento nazionale.

Bandiera del Kazakistan (foto trovata in internet).
Kazakistan, a caccia con l’aquila reale (foto trovata in internet).

Le nuove elezioni legislative del 1994 videro vincitore il Partito d’Unità Nazionale del Presidente in carica. Ma l’opposizione contestò il risultato ottenendo l’invalidazione delle elezioni da parte della Corte Costituzionale e di conseguenza il Presidente Nazarbayev sciolse il parlamento attribuendosi il potere legislativo. Nel 1995 fu adottata la nuova costituzione, che aumentò i poteri presidenziali, e si svolsero nuove elezioni legislative. Vennero create due camere parlamentari. Nello stesso anno s’istituì un referendum per prorogare il mandato presidenziale fino al 2001, rendendolo di fatto vitalizio. Infine nel 1995 venne stipulato un accordo con Uzbekistan e Kirghizistan per l’istituzione di uno spazio economico comune.

Kazakistan (foto trovata in internet).
Kazakistan (foto di Lorella).
Kazakistan (foto di Lorella).
Kazakistan, lago Kolsai (foto di Lorella)
Kazakistan (foto di Lorella).
Kazakistan (foto trovata in internet).
Kazakistan, deserto e tipica abitazione del popolo nomade kazako chiamata yurta  (foto trovata in internet).
Kazakistan, deserto (foto trovata in internet).
Kazakistan, moschea sotterranea nella regione di Mangystau, eremo nel deserto (foto trovata in internet).
Kazakistan, deserto nella regione di Mangystau (foto trovata in internet).

Il nome Astana, nella lingua kazaka, significa capitale anzi, più precisamente, secondo la cultura nomade del popolo kazako, “il posto dove vengono prese le decisioni”. E’ stato scelto perché è facile da pronunciare in molte lingue. La città è stata costruita nella steppa arida del nord del Paese in seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. L’idea di spostare il titolo di capitale, da Almaty ad Astana, è stata del Presidente della Repubblica Nursultan Nazarbayev, tutt’ora in carica. Il Presidente appartiene alle popolazioni nomadi del nord del Kazakhstan e per questo motivo ha voluto spostare la capitale, centro degli affari politici ed economici, nel nord del paese. Si ritiene sia stata una mossa politica per distogliere le popolazioni del nord da idee secessioniste filo-russe. La nascente capitale, secondo il Presidente, avrebbe dovuto unire due parti del Paese profondamente diverse.

Il Presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev (foto trovata in internet).

La città di Astana si è dovuta sviluppare molto velocemente per poter assurgere al ruolo di capitale. E’ riuscita nell’intento grazie ai proventi del petrolio che sostengono lo Stato euro-asiatico. Le costruzioni moderne le conferiscono un tono futuristico surreale. 

Astana (foto trovata in internet).
Astana, Palazzo Presidenziale, “Ak Orda”, con la cupola turchese, nel mezzo. Sullo sfondo si nota l’obelisco sottile che sostiene la scultura di un’aquila dorata, monumento alto 91 metri ed eretto in onore della nazione. Davanti all’obelisco sorge la costruzione piramidale, dell’architetto britannico Norman Foster, chiamata “Palazzo della Pace e della Riconciliazione”. A destra della piramide sorge il Palazzo dell’Indipendenza, completato nel 2008; ospita congressi importanti. In primo piano la sfera dorata del monumento Bayterek (foto trovata in internet).
Astana, Palazzo Presidenziale (foto trovata in internet).
Astana, monumento Bayterek (dell’architetto Norman Foster), scultura alta 97 metri. Simboleggia la leggenda di un uccello magico di nome Samruk (uccello della felicità) che deponeva le proprie uova su alberi al di fuori della portata degli esseri umani. Le uova contenevano tutti i desideri umani e le risposte sul loro futuro. La sfera dorata rappresenta proprio questo uovo che tiene lontane le persone dalle loro aspirazioni. Dall’alto della scultura, all’interno dell’uovo, si può ammirare il panorama della città. Inoltre, si può porre la propria mano nella “scultura triangolare”, posta su un tavolo “magico” ricoperto di segni simbolici, su cui è impressa l’impronta della mano del Presidente. Porterà fortuna? Provare non nuoce! (foto trovata in internet).
Astana, monumento Bayterek, scultura con impronta della mano del Presidente del Kazakistan (foto trovata in internet).
Astana, monumento Bayterek sullo sfondo (foto di Lorella).
Astana, monumento Bayterek sullo sfondo (foto trovata in internet).
Astana, veduta della città dalla sfera dorata del monumento Bayterek (foto trovata in internet).

Alcuni pensano che l’architettura di Astana abbia un significato esoterico. In particolare le forme piramidali e triangolari degli edifici e delle sculture sembrano richiamare la religione naturalista, tanto cara all’ideologia massonica degli “illuminati”.

Astana,”Palazzo della Pace e della Riconciliazione”, opera tecnologico-futurista dell’architetto britannico Norman Foster. Edificio che evoca architetture antiche, dedicato all’amicizia e alla convivenza pacifica fra le differenti fedi religiose di tutto il mondo. La struttura ospita anche il Teatro dell’Opera con 1.500 posti, un Museo Nazionale della Cultura, una nuova ” Università della civiltà “, una Biblioteca e un Centro di Ricerca per i gruppi etnici e geografici del Kazakistan (foto trovata in internet).
Astana,”Palazzo della Pace e della Riconciliazione”, sala congressi che ospita i leader delle religioni di tutto il mondo (foto trovata in internet).
Astana,”Palazzo della Pace e della Riconciliazione”, Opera House, Teatro dell’Opera (foto trovata in internet).
Astana,”Grandi Giardini” con nuova fontana a forma di Fenice. Sullo sfondo si nota, al centro, la costruzione piramidale alla cui sinistra sorge lo Shabyt, costruzione blu a forma di anello e sede dell’Accademia di Belle Arti, e sulla destra invece si erge il Palazzo dell’Indipendeza (foto trovata in internet).

In realtà dalla lettura dei monumenti che il Presidente ha fatto costruire, ne esce fuori la figura di una persona piuttosto esaltata da se stessa. Ma da qui a ipotizzare fantasiose motivazioni esoteriche e complottiste ce ne passa. Il kazakistan, paese a maggioranza musulmana, è da sempre un crocevia di culture e si propone come un esempio di convivenza pacifica tra etnie differenti. Anche per questo, ogni tre anni ospita il “Congresso delle religioni mondiali e tradizionali”, momento di confronto fra delegati provenienti da ogni parte del mondo. La costruzione piramidale dell’architetto Norman Foster, “Palazzo della Pace e della Riconciliazione”,  è la sede della sala Congressi. Il progettista l’ha posizionata nel cuore della piramide; in quel punto, secondo antiche credenze, si concentrano gli influssi positivi generati dalla costruzione piramidale. Un’energia che idealmente dovrebbe favorire il dialogo.

Astana, Palazzo Presidenziale sullo sfondo e il lungo viale principale chiamato Nurzhol Bulvar (foto trovata in internet).
Astana, i grattacieli (foto di Lorella).
Astana, “Ploshchas Poyushchykh Fontanov”, piazza delle “Fontane che Cantano”, dove nelle sere d’estate inizia alle ore 21 uno spettacolo di fontane zampillanti a suono di musica. Sullo sfondo i grattacieli verdi dalle superfici ondulate, chiamati “Luci del Nord” (foto di Lorella).
Astana, i grattacieli verdi dalle superfici ondulate, chiamati “Luci del Nord” (foto di Lorella).

“I palazzi ultramoderni, disegnati da Kisho Kurokawa, si mescolano alle riprese dell’architettura viennese del Karl Marx Hoff, ai templi sincretici che ibridano stili persiani e fantasie hollywodiane, alle cupole geodetiche, alle svettanti torri in vetro e acciaio che lasciano il visitatore a bocca aperta nella Pyongyang del capitalismo post-sovietico. Norman Foster ha progettato anche una gigantesca tenda, Khan Shatyr, di oltre 150 metri di altezza, che ricopre un parco, un fiume, un centro commerciale e una spiaggia. Astana è l’effetto del post-urbanesimo, che nei paesi emergenti dell’Asia si esplica nella costruzione di città-fantastiche, frutto del disegno di autocrati, come è accaduto a Singapore, prototipo delle città cinesi del XXI secolo di cui racconta Rem Koolhaas” (tratto da un articolo apparso su La Stampa).

Astana, Khan Shatyr (di Norman Foster) enorme tenda tecnologico-futurista, alta 100 metri (150 con il palo che la sostiene). E’ dotata di una copertura plastificata che fa passare la luce ed è impermeabile agli agenti atmosferici. La tenda si trova al centro di un parco, insieme ad altre costruzioni strabilianti e futuristiche. Contiene un centro commerciale, un parco dei divertimenti, un cinema e una piccola stazione balneare, con piscina, spiaggia, cascate e giardino botanico (foto di Lorella).
Astana, Khan Shatyr, ingresso (foto di Lorella).
Astana, Khan Shatyr (foto trovata in internet).
Astana, centro commerciale, all’interno del Khan Shatyr, e la mia amica Lorella (foto di Lorella).
Piscina con spiaggia all’interno del Khan Shatyr (immagine trovata in internet).

La rivista russa d’architettura ‘Project Russia’ riferisce che parte della rete di infrastrutture che collega il centro con l’aeroporto è stata commissionata a una società saudita. La ditta, correva l’anno 2000, era la Bin Laden. Direttamente legata a Osama. Quando l’architetto giapponese Kisho Kurokawa, nel 2001, fu incaricato dei lavori di riassetto e sviluppo urbanistico di Astana,  che fino ad allora appariva come un umile villaggio paludoso circondato dalla steppa, non si perse d’animo: riuscì a far coesistere il suo progetto con quanto già costruito dai sauditi.

La prima impresa fu “domare la natura” del luogo, caratterizzata da temperature estreme, dal caldo afoso estivo al freddo glaciale invernale e soprattutto da venti fortissimi. L’architetto giapponese e i suoi colleghi decisero di erigere una gigantesca foresta, che mitigasse l’umidità della zona e formasse una barriera al vento della steppa. Per risolvere il problema della penuria di acqua, costruirono un sistema di fogne che permettesse il riutilizzo dell’85% dell’acqua per l’agricoltura e l’irrigazione delle foreste.

Sullo sfondo, l’arco del Palazzo KazMunayGas, sede della compagnia di Stato che presiede lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e di gas naturale del paese. L’imponente complesso monumentale si compone di due ali laterali che si incontrano al centro formando un grandioso arco posto alla fine del lungo viale rettilineo che inizia dal Palazzo Presidenziale (foto di Lorella).
Palazzo KazMunayGas e sullo sfondo la tenda tecnologica di Foster (foto trovata in internet).
Astana, Central Concert Hall, Auditorium di Stato, centro per i concerti, dell’architetto italiano Manfredi Nicoletti. La forma dell’edificio, che evoca il dinamismo dei petali di un fiore che sta sbocciando, vuole essere una metafora sul dinamismo musicale. L’edificio contiene tre diverse sale da concerto. Racchiude anche ristoranti, negozi e bar (foto trovata in internet).
Astana Arena, stadio. È il secondo impianto sportivo più grande della nazione, dopo quello della città di Şımkent. Ha ospitato la cerimonia di apertura della settima edizione dei Giochi asiatici invernali; concorre per ospitare alcune partite degli Europei 2020 di calcio. Impianto inaugurato nel 2009  (foto trovata in internet).
Museo Nazionale del Kazakistan, ospita un allestimento che illustra la storia del paese, dalle origini ad oggi (foto trovata in internet).
Astana, Moschea centrale “Nur-Astana” (foto trovata in internet).
Astana, Moschea centrale “Nur-Astana” (foto trovata in internet).
Astana, Moschea centrale “Nur-Astana” (foto trovata in internet).
Astana, la bellissima Moschea Hazret Sultan (foto di Lorella).
Astana, Moschea Hazret Sultan. Costruita in un superbo stile architettonico orientale, si compone di una cupola e quattro minareti che raggiungono i 70 metri di altezza. La moschea è una tra le più grandi del territorio;  è capace di contenere cinquemila fedeli. Costruita di recente; è il simbolo della comunità Islamica della città (foto trovata in internet).
Astana, Moschea Hhazret Sultan (foto trovata in internet).
Astana, Moschea Hazret Sultan (foto trovata in internet).
Astana, Moschea Hazret Sultan (foto trovata in internet).
Astana, Moschea Hazret Sultan (foto trovata in internet).

Astana è stata sviluppata lungo due vettori naturali: il fiume Ishim e la ferrovia che collega il Sud del Paese con i territori del Nord, la Russia ed anche con l’Europa. La città è stata costruita secondo un tipo di suddivisione settoriale: tanti quartieri uno in fila all’altro, il primo industriale, attorno alla stazione, per sfruttarne le possibilità di trasporto. Poi sono state inserite le aree residenziali con parchi verdi pubblici. Infine una nuova zona dedicata agli uffici di amministrazione del governo e un quartiere per diplomatici tra il fiume e il centro della città. Per il 2030, l’esecuzione di tutto il piano di sviluppo urbanistico progettato dovrebbe essere completato. Il fiume Išim divide in due la città, a destra si trova il centro più antico mentre a sinistra del fiume sorge la zona moderna e il centro degli affari politici ed economici.

Astana, divisa in due dal fiume Išim (foto trovata in internet).

L’architetto Kurokawa, presentando il proprio progetto urbanistico per Astana, disse: “nel futuro Astana giacerà sulle rive del fiume che, come la Senna a Parigi e il Tamigi a Londra, scorrerà nel centro della capitale. Il fiume Ishim unirà natura e civilizzazione, città e ambiente, e diventerà il simbolo di Astana. Il mio progetto vuole utilizzare l’infrastruttura esistente integrando i palazzi del periodo sovietico. Ho pensato ad una simbiosi tra la vecchia città sovietica e il nuovo piano urbanistico e alla simbiosi tra l’acqua come elemento naturale e la città in quanto elemento artificiale”, tratto da un articolo su L’Espresso.

Astana, fiume Išim e Central Park. Central Park dispone di un parco acquatico, uno zoo, montagne russe, una ruota panoramica e persino una spiaggia. In inverno si attraversa il fiume ghiacciato a piedi (foto trovata in internet).
Astana, fiume Išim e Central Park (foto trovata in internet)

Astana è’ circondata da una regione pianeggiante, la steppa semi-desertica, che copre la maggior parte del territorio kazako. La città si trova ad un’altitudine di 347 metri sul livello del mare. Nel 1999, l’Unesco ha assegnato ad Astana il titolo di “Città della Pace” per il raggiungimento di notevoli risultati nello sviluppo socio-economico, politico e culturale in tempi molto brevi. Astana vantando una popolazione multietnica e un’architettura fururista, incarna un moderno e tecnologico Kazakistan, dove vengono realizzati i progetti più ambiziosi di interesse internazionale. E’ stata selezionata quale capitale che ospiterà l’esposizione internazionale EXPO 2017, con il tema “Energia del Futuro”.

Astana, EXPO 2017 – disegno digitale del progetto, con il tema “Energia del Futuro” (foto trovata in internet).
Astana, EXPO 2017 – disegno digitale del progetto, con il tema “Energia del Futuro” (foto trovata in internet).

Astana risulta essere l’ultima nata tra le città-utopiche come, ad esempio, le mussoliniane Sabaudia e Latina, Canberra in Australia,  Brasilia di Oscar Niemeier e l’indiana Chandigarth di Le Corbusier, città immaginate e create dalla mente di un architetto.  Si sono sviluppate velocemente, anzichè naturalmente attraverso lo scorrere del tempo, grazie ad un progetto urbanistico ideato a tavolino. Astana è stata pensata per stupire e dimostrare a tutto il mondo che il Kazakistan è uno Stato imponente, tra le potenze energetiche più influenti del pianeta, e ambizioso al punto da reclamare un posto in prima fila.

Clima.

Astana ha un clima fortemente continentale con inverni estremamente freddi, secchi e lunghi, che durano 4-5 mesi, dominati dall’anticiclone termico russo-siberiano. E’ la seconda capitale più fredda al mondo, dopo Ulan Bator (Mongolia) e prima di Ottawa (Canada), con 6 mesi all’anno di ghiaccio e neve nella città. Non è inusuale trovare temperature da -30°C a -35°C tra la metà di dicembre e l’inizio di marzo.

L’estate è relativamente breve e dura poco più di 3 mesi. La stagione estiva è umida, calda e soleggiata, a volte afosa con occasionali brevi rovesci di pioggia. Le temperature raggiungono 20°-35°. In genere, il fiume della città rimane ghiacciato tra la seconda settimana di novembre e l’inizio di aprile. Astana è famosa anche per i suoi venti violenti, i cui effetti si fanno sentire particolarmente nella nuova area di sviluppo sulla riva sinistra del fiume.

Alloggio.

Astana ha molte strutture dove poter alloggiare. I prezzi variano a seconda della qualità del servizio offerto. Nel centro della città si trovano le sistemazioni migliori. Però il turismo in kazakistan non è ancora molto sviluppato. I kazaki quando incontrano i turisti sono molto contenti e incuriositi dalla novità. Si rendono molto disponibili ad ospitarli nelle proprie case. Ad Astana si è sviluppato ultimamente un vero e proprio mercato legato agli affitti di appartamenti per i turisti. I prezzi variano a seconda della qualità della struttura ma comunque gli appartamenti offerti sono tenuti molto bene perchè è insito nella cultura kazaka il concetto di ospitalità nei confronti dello straniero. Ci tengono molto a fare bella figura e al giudizio positivo dell’ospite!

 

 

Mezzi di trasporto.

Nella città di Astana i mezzi di trasporto pubblici non sono molto funzionali. Gli autobus non passano spesso e non hanno una tabella oraria da rispettare con rigorosità. Inoltre non coprono tutte le tratte, ci sono zone in cui non arrivano mezzi pubblici. L’unico modo per spostarsi più agevolmente, e arrivare ovunque si voglia, è tramite un taxi, ma fate attenzione perchè i taxisti approfittano dei turisti per spillargli molto più denaro del dovuto.

Disposizioni sanitarie.

Per intraprendere il viaggio verso Astana e il Kazakistan, non è obbligatoria alcuna vaccinazione. E’ consigliabile informarsi comunque presso l’Ufficio d’Igiene provinciale.

Culinaria.

La cucina tradizionale del Kazakistan è a base soprattutto di carne. Un piatto tipico è il kuirdak, fatto con fegato, rene, cuore, polmoni e grasso di pecora arrostita. Le bevande kazake a base di latte si bevono insieme alla carne di montone o di cavallo affumicata o lessata. Il katik, latte di mucca bollito e inacidito, assomiglia allo yogurt ed è rinfrescante. Lo shubat, a base di latte fermentato di cammello, e il kumis, latte di cavalla fermentato, sono bevande alcoliche. Il piatto principale del Kazakistan è il besbarmak, carne di cavallo o montone lessata in brodo e spruzzata con aneto, prezzemolo e coriandolo.

Il pane è il cibo basilare in questo Paese, accompagna ogni pasto. Il leipioskka, è un tipo di pane piatto e rotondo, diffuso in tutto il Paese e si vende ovunque. Per i kazaki è molto importante non sprecare il pane, non viene mai gettato via.  Dunque, se ve lo offrono, mangiatelo tutto, altrimenti potrebbero considerarvi dei maleducati. Se siete ospiti in una casa kazaka, dovete rispettare le tradizioni  locali. Per il popolo Kazako l’ospite è sacro.

Pane tipico kazako, chiamato “leipioskka” (foto di Lorella).

La tavola kazaka viene bandita contemporaneamente con portate di cibi salati e dolci in abbondanza. Non c’è un ordine ben preciso per servirsene, si può mangiare tutto secondo le proprie preferenze. I kazaki ci tengono molto al benessere dell’ospite, dunque per mostrare loro gratitudine è opportuno mangiare tutto ciò che viene messo nel piatto, altrimenti potrebbero offendersi.

Tavola imbandita per il pranzo (foto di Lorella).

Ad Astana, e nell’intero territorio del Kazakistan, la popolazione, tra marzo ed aprile, celebra il Nauruz, festa della primavera che prevede la preparazione del guja, porridge fatto con sette specie diverse di grano, e il sumalyak, piatto fatto con germogli di frumento bolliti, dall’aspetto cremoso.

 

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2 thoughts on “ASTANA/to the discovery of Kazakistan/alla scoperta del Kazakistan

  1. Ben fatto cara viaggiatrice
    Io ho lavorato come architetto ad Astana’ e Almaty tra il 200 e il 2003
    Un periodo abbastanza selvaggio, con un paese molto arretrato
    Non si poteva trovare quasi nulla di quello che in Italia era normale
    Ho visto tanto anche “fuori o dietro le quinte”
    Poi sono rientrato in Italia dove vivo e lavoro tuttora
    Comunque:
    Kazakistan, un gran bel posto!!! Anche la gente!
    Bello, bello bello!

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